2� Incontro nazionale Argentina Exallievi/e DB ed FMA: "Camminare verso Cristo"
VOGLIA DI FAMIGLIA
Carissimi Exallievi,
in accordo con quanto il Rettor Maggiore ci ha proposto con la Strenna del 2006,
vorrei unire l’augurio per la Festa di don Bosco con un pensiero sulla Famiglia.
Mi piace fare questo partendo proprio da un episodio della vita del nostro Padre.
Alla fine della vita don Bosco, sfinito dalle fatiche, si trovava a Roma per
inaugurare la grande chiesa del S. Cuore presso la stazione Termini, cui era
annesso un orfanotrofio per i ragazzi di quel borgo (allora era una borgata
della gente più povera che ci fosse a Roma).
Si fece in quell’occasione un pranzo con le autorità ed erano
presenti personaggi che venivano un po’ da tutto il mondo; tutti quanti
avevano contribuito a costruire quella chiesa e quell’orfanotrofio. Al
brindisi parecchie le persone presero la parola; ovviamente ciascuno nella sua
lingua di origine. Qualcuno chiese a don Bosco quale fosse la lingua che amava
di più; e lui rispose: “La lingua che più mi piace è
quella che mi insegnò mia madre: perché mi costò poca fatica
l’impararla e perché con essa provo maggiore facilità a
esprimere le mie idee. E poi non la dimentico tanto facilmente come le altre
lingue”.
Ecco un segreto per mantenere la nostra identità profonda: non dimenticare
la lingua della propria madre; il che significa non strappare le radici dalle
quali provieniamo; anzi, coltivarle quelle radici perché è da
lì che può continuare a passare la vita.
Don Bosco aveva perso il padre da piccolo; in casa aveva avuto contrasti per
la ostilità del fratellastro Antonio, aveva patito la fame e il freddo;
eppure riconosceva che i grandi valori li aveva attinti da lì: la sapienza
contadina, la sana furbizia, il senso del lavoro, la essenzialità delle
cose, la industriosità nel darsi da fare, l’ottimismo a tutta prova,
la resistenza nei momenti di sfortuna, la capacità di ripresa dopo le
batoste, l’allegria sempre e comunque, lo spirito di solidarietà,
la fede viva, la verità e la intensità degli affetti, il gusto
per la accoglienza e la ospitalità; tutti beni che aveva trovato in famiglia
e che lo avevano costruito in quel modo, così da essere quel don Bosco
che tutti ammiravano e tutti cercavano.
Fu talmente segnato da questa esperienza che, quando pensò ad una istituzione
educativa per i suoi ragazzi non volle altro nome che quello di ‘Casa’
e definì lo spirito che avrebbe dovuto improntarla con la definizione
di ‘spirito di famiglia’.
Lo “spirito di famiglia” Cari Exallievi è uno dei grandi
patrimoni che vi è stato comunicato con fatti e parole durante il periodo
della vostra educazione. Penso che ciascuno di voi abbia colto la forza di questo
valore ed abbia voluto renderlo presente nella propria famiglia. Don Bosco vi
aiuti ad esserne sempre dei testimoni credibili.
Buona Festa di don Bosco. Possa Egli benedire le vostre Famiglie e soprattutto
i vostri Figli, i più giovani, i più piccoli.
Con affetto e stima per ciascuno di voi.
Don Adriano Bregolin – sdb
Vicario del Rettor Maggiore
|