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ALLA VIGILIA DELLA FESTA DI DON BOSCO
ANDIAMO AVANTI…
SANTO NATALE 2007
CI AVVIAMO VERSO LA CONCLUSIONE IN EUROPA DELLE ATTIVITÀ
INTENSO PERIODO D`ANIMAZIONE HA CONTRADDISTINTO LE ULTIME SETTIMANE.
CI PREPARIAMO ALLA PASQUA , CHE IMPLICA UN’INTENSA ATTIVITÀ FORMATIVA IN TUTTE LE UNIONI
BUONA FESTA DI DON BOSCO 2007
AUGURI DI UN NATALE PIENO DELLA NOVITÀ DI VITA
AUGURI DI SERENO ANNO NUOVO 2007
UN CORDIALE ED AFFETTUOSO A TUTTI VOI.
INIZIO DELLE ATTIVITÀ
SODDISFAZIONE PER LA CRESCITA DELL`ASSOCIAZIONE IN INDIA
LA VITALITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
IMPORTANTI EVENTI DELLA VITA ASSOCIATIVA
FESTA DI MARIA AUSILIATRICE GIUNGANO A TUTTI VOI I PIÙ FERVIDI AUGURI
FAMIGLIA COME CULLA DELLA VITA E DELL’AMORE E LUOGO PRIMARIO DELL`UMANIZZAZIONE
GIOIOSA FESTA DI DON BOSCO!
VOGLIA DI FAMIGLIA
GOIOSO ANNO NUOVO 2006!
INCARNARE LA VICINANZA, LA SOLIDARIETÀ, LA TENEREZZA DI DIO
INCONTRARE IL SIGNORE GESÙ DIVENTA PER TUTTI NOI UN IMPEGNO
ASSEMBLEE NAZIONALI ED INTERNAZIONALI
VALORI
FORMAZIONE
UN SALUTO UFFICIALE A TUTTI VOI
UNITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
ISPETTORIA NOSTRA SIGNORA DEL ROSARIO
STRENNA 2006
REVISIONE DELLO STATUTO
I GEX RAPPRESENTANO IL FUTURO DI QUALSIASI ASSOCIAZIONE
S.S. GIOVANNI PAOLO II CI HA LASCIATI.
UN MONDO CHE CAMBIA
MESSAGGIO AGLI EXALLIEVI DI AFRICA
CELEBRARE LA “MEMORIA” DI CRISTO
LETTERA DEL PRESIDENTE CONFEDERALE
LETTERA RELAZIONI DEL PRESIDENTE CONFEDERALE
EUCARISTIA E VITA CENTRO DELLA VITA CRISTIANA
MESSAGGIO DEL RETTORE MAGGIORE PER IL VIII CONGRESSO ASIA-AUSTRALIA
LETTERA RELAZIONI DEL PRESIDENTE CONFEDERALE
DON BREGOLIN - FESTA DI DON BOSCO
STRENNA PER OPERARE
Editoriale

VOGLIA DI FAMIGLIA
2� Incontro nazionale Argentina Exallievi/e DB ed FMA: "Camminare verso Cristo" VOGLIA DI FAMIGLIA
Carissimi Exallievi,
in accordo con quanto il Rettor Maggiore ci ha proposto con la Strenna del 2006, vorrei unire l’augurio per la Festa di don Bosco con un pensiero sulla Famiglia. Mi piace fare questo partendo proprio da un episodio della vita del nostro Padre.

Alla fine della vita don Bosco, sfinito dalle fatiche, si trovava a Roma per inaugurare la grande chiesa del S. Cuore presso la stazione Termini, cui era annesso un orfanotrofio per i ragazzi di quel borgo (allora era una borgata della gente più povera che ci fosse a Roma).

Si fece in quell’occasione un pranzo con le autorità ed erano presenti personaggi che venivano un po’ da tutto il mondo; tutti quanti avevano contribuito a costruire quella chiesa e quell’orfanotrofio. Al brindisi parecchie le persone presero la parola; ovviamente ciascuno nella sua lingua di origine. Qualcuno chiese a don Bosco quale fosse la lingua che amava di più; e lui rispose: “La lingua che più mi piace è quella che mi insegnò mia madre: perché mi costò poca fatica l’impararla e perché con essa provo maggiore facilità a esprimere le mie idee. E poi non la dimentico tanto facilmente come le altre lingue”.

Ecco un segreto per mantenere la nostra identità profonda: non dimenticare la lingua della propria madre; il che significa non strappare le radici dalle quali provieniamo; anzi, coltivarle quelle radici perché è da lì che può continuare a passare la vita.

Don Bosco aveva perso il padre da piccolo; in casa aveva avuto contrasti per la ostilità del fratellastro Antonio, aveva patito la fame e il freddo; eppure riconosceva che i grandi valori li aveva attinti da lì: la sapienza contadina, la sana furbizia, il senso del lavoro, la essenzialità delle cose, la industriosità nel darsi da fare, l’ottimismo a tutta prova, la resistenza nei momenti di sfortuna, la capacità di ripresa dopo le batoste, l’allegria sempre e comunque, lo spirito di solidarietà, la fede viva, la verità e la intensità degli affetti, il gusto per la accoglienza e la ospitalità; tutti beni che aveva trovato in famiglia e che lo avevano costruito in quel modo, così da essere quel don Bosco che tutti ammiravano e tutti cercavano.

Fu talmente segnato da questa esperienza che, quando pensò ad una istituzione educativa per i suoi ragazzi non volle altro nome che quello di ‘Casa’ e definì lo spirito che avrebbe dovuto improntarla con la definizione di ‘spirito di famiglia’.

Lo “spirito di famiglia” Cari Exallievi è uno dei grandi patrimoni che vi è stato comunicato con fatti e parole durante il periodo della vostra educazione. Penso che ciascuno di voi abbia colto la forza di questo valore ed abbia voluto renderlo presente nella propria famiglia. Don Bosco vi aiuti ad esserne sempre dei testimoni credibili.

Buona Festa di don Bosco. Possa Egli benedire le vostre Famiglie e soprattutto i vostri Figli, i più giovani, i più piccoli.

Con affetto e stima per ciascuno di voi.

Don Adriano Bregolin – sdb
Vicario del Rettor Maggiore

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